Abbiate sempre il coraggio di dire ciò che pensate
giovedì 12 gennaio 2012
Se l'Adriatico diventa una fogna
Intervista alla Dott.ssa Patrizia Serratore docente dell'università di Bologna con sede a Cesenatico ricercatrice e micro biologa in campo ittico alimentare nonché dell'ambiente marino.
Considerato che, dalla pubblicazione di questo importante documento su questo sito ad oggi, non è apparso nessun commento a proposito, mi viene da pensare che al popolo Bue si può senza ogni dubbio aggiungere la casta Bue politica di ogni parte ed indirizzo essa provenga alla lista di quelli che non vogliono o non possono, per limiti loro intrinsechi, affrontare il problema Quì presentato (mè compresa si intende. Saluti da Nicoletta da Savignano 1 Febbraio 2012
Viviamo in un incantesimo...diamo per scontato che ogni risorsa di questo pianeta sia inesauribile e che siano sempre gli altri a doverla tutelare, a causa di una coscenza civile pressoche inesistente.
Diritto di cronaca e diritto di critica sono entrambi emanazioni dall’art. 21 Cost. Tuttavia, la loro diversità è enorme. La cronaca riferisce una realtà fenomenica ed essendo informazione, è obiettiva. La critica, essendo invece valutazione, è soggettiva. In realtà, quando si parla di diritto di critica, si vuole legittimare qualcosa che va ben al di là della mera opinione. Le potenzialità dell’art. 21 Cost. sono ben altre. Sarebbe estremamente frustrante per l’art. 21 Cost. sapersi in grado di tutelare soltanto un generico, umile ed innocuo “secondo me…”. La libertà di opinione permette di esprimere la propria idea su una questione, giusto per aggiungere una voce alle altre. Il diritto di critica, invece, è dura contrapposizione, è mettere a nudo l’inadeguatezza, l’inaffidabilità, la falsità, gli errori altrui. E’ voler scuotere, provocare una reazione. La critica è fondamentalmente un attacco. Il diritto di critica non poggia sull’obiettività. Non è finalizzato ad informare, ma a stimolare un dibattito. Partendo non dalla realtà obiettiva ma da un punto di vista, si basa su valutazioni soggettive, fatte per essere accolte o contrastate, ma comunque dibattute.
Considerato che, dalla pubblicazione di questo importante documento su questo sito ad oggi, non è apparso nessun commento a proposito, mi viene da pensare che al popolo Bue si può senza ogni dubbio aggiungere la casta Bue politica di ogni parte ed indirizzo essa provenga alla lista di quelli che non vogliono o non possono, per limiti loro intrinsechi, affrontare il problema Quì presentato (mè compresa si intende.
RispondiEliminaSaluti da Nicoletta da Savignano
1 Febbraio 2012
Viviamo in un incantesimo...diamo per scontato che ogni risorsa di questo pianeta sia inesauribile e che siano sempre gli altri a doverla tutelare, a causa di una coscenza civile pressoche inesistente.
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