Ieri su la Voce (tappata) di Romagna e qui sul relativo portale web è uscito un pezzo che rimarrà negli annali del giornalismo. Argomento dell’articolo le concentrazioni eccessive di Escherichia Coli nel canale di Zadina di Cesenatico che comportarono la chiusura della balneazione nella giornata del 14 luglio scorso. Ovviamente nell’articolo la parola inquinamento non compare mai, non si può. Il succo del pezzo sono senza dubbio un paio di affermazioni della dottoressa Carla Ferrari, responsabile della struttura oceanografica Daphne di Cesenatico che a mio modesto avviso valgono il prezzo dell’intero giornale e dalle quali si potrebbe benissimo trarre spunto per una commedia tragicomica. Veniamo quindi al dunque: “Finché Rimini non risolve i suoi problemi in mare, il fenomeno dell’Escherichia Coli può tornare”. La Ferrari è fantastica nello spostare il problema di un intera costa, tenuto poi a Cesenatico faticosamente sott'acqua, a Rimini dove invece ormai la notizia è ormai di dominio pubblico ed in qualche modo non più insabbiabile. Il problema di un aumento delle cariche batteriologiche intestinali nelle acque circostanti il canale di Zadina, ad avviso della Ferrari, è a 25 km da esso. Fantastica! Ma non è finita, poco sotto l’articolo ci regala anche la cura.“ Per provare a scongiurare la peggio, le amministrazioni delle località turistiche hanno due possibilità: intensificare i controlli periodici al depuratore, che vengono già eseguiti da Arpa; e allontanare meccanicamente dalla battigia, verso il mare aperto, le acque che si concentrano a riva con il batterio”. Carla Ferrari dimentica che il problema della depurazione delle acque non è la causa principale dell’inquinamento del mare perché dati alla mano, i corsi d’acqua della nostra costa che s’immettono in Adriatico, e che non passano dal depuratore, sono inquinati dalla mancanza di fogne di molti paesi dell’entroterra e non. Il Rubicone (10km da Cesenatico) e il Marano ( 20km da Cesenatico) son i due corsi più inquinati della costa romagnola. Le acque del Savio hanno quasi gli stessi problemi e poco più a nord Fiumi Uniti e messa peggio. Il controllo del depuratore, visto che in esso almeno le acque da depurare vengono convogliate è un falso problema, quello vero è strutturale ed è la mancanza di impianti fognari in centinaia di abitazioni che scaricano nei canali, nei fossi, nei fiumi e quindi in mare; ma far emergere detto problema significa inguaiare i sindaci obbligati a risolverlo. Nel caso di Rimini, oltre al problema sopra citato ne sorge uno ulteriore con le abbondanti piogge che s’immettono nel depuratore ed obbligando le autorità ad aprire le chiuse per evitare lo “svallo”. Quindi anche qui il controllo serve a poco se non si realizza una rete fognaria adeguata alle esigenze di una città come Rimini…ma in questo caso, nella capitale del turismo, siamo al fantozziano. Infine i controlli al depuratore li dovrebbe fare l’Arpa? Come quelli che fa alle foci dei fiumi, non a 50 metri ma un po’ più in là? Ma la chicca delle chicche è l'allontanamento meccanico dalla battigia, verso il mare aperto, delle acque che si concentrano a riva con il batterio. Una dottoressa che come soluzione al pericolo di chiusura della balneazione offre quella di allontanare la merda da riva spingendola in mare aperto è indicativo della reale necessità di un istituto che propone come cura, l’occultare l’immondizia sotto il tappeto. Il potere della scienza. Ma della flora e della fauna marina “immerdata” al largo ce ne vogliamo preoccupare? Mi chiedo quindi se spingere anche la dottoressa dall’istituto oceanografico in mare aperto con le sostanze inquinanti provenienti dai corsi d’acqua e dai canali non sia una soluzione altrettanto opportuna? Nessuna critica da parte della “dottoressa” riguardo i problemi d’inquinamento causati da detersivi e fertilizzanti agricoli, dagli scarichi fognari, nulla riguardo la tutela della flora e della fauna marina che si vede spingere quella merda nel suo ambiente naturale...direi che a questo punto, Carla Ferrari è pronta per il Ministero dell’Ambiente. Chi meglio di Lei?

(Gabicce Monte 28.04.2011)
Sotto l’apertura di pagina sopra citata vi è poi un articolo sullo stato ambientale del nostro mare le cui analisi 2011 sono state fatte e divulgate proprio dalla Dafne che ci ha offerto con questo articolo un ulteriore spunto di riflessione sulla credibilità di questo istituto oceanografico dalla schiena curva. Riporto qui di seguito i passi più importanti inerenti i problemi più rilevanti del nostro mare e soprattutto quali siano le ineluttabili cause. Il primo problema del nostro mare è “la portata di acqua dolce del fiume Po che ha ridotto la salinità”. Io, visto il taglio grottesco che si è voluto dare alla divulgazione di quei dati, avrei aggiunto ad acque dolci anche limpide o cristalline ma dopo forse sarebbe sembrato troppo anche per il lettore più ovinizzato.Viene poi raccontato il caso inspiegabile di gennaio 2011 in cui le tartarughe hanno avuto problemi di freddo (ipotermia), dilemma che studiosi di tutto il mondo ancor oggi non riescono a spiegarsi. L’acqua del mare fredda a gennaio ha davvero dell’incredibile. Le maree rosse poi hanno assunto, per Dafne, un carattere locale ed occasionale (la prima il 28 aprile arrivata dal Po fino a Cattolica; a luglio la seconda e per una decina di giorni in un tratto di costa di decine di km, e ad ottobre la terza per una setti manina…ma tanto non c’era nessuno). Ovviamente nessun accenno alle cause della proliferazione della suddetta alga rossa determinate dall’apporto fluviale di nitrati e fertilizzanti agricoli che se menzionati avrebbero rischiato di svelare un evento inquinante che invece in questo modo passa come naturale. Le alghe infatti…fioriscono e poi da che mondo è mondo il colore del mare è sempre stato rosso no? Un breve accenno poi alla presenza di materiale schiumoso composto principalmente da tensioattivi organici rilevato alla fine di settembre inizio ottobre è l’esempio lampante di come disinformare il cittadino raccontando comunque la verità. Che sono i tensioattivi? Da dove provengono, di che son fatti? I tensioattivi sono i principali ingredienti dei detersivi, ma chiamando le cose con il prorpio nome qualcuno avrebbe rischiato di capire qualcosa in più ( se ancora ce ne fosse bisogno). Poi nell’articolo si menziona anche e coraggiosamente la presenza in alcuni periodi di meduse ( pensate un po’ le meduse in mare), o lo spiaggiamento di alcune tartarughe. Ma delle numerose chiusure estive della balneazione a Rimini ( 88 sfori fognari aperti durante le piogge più volte durante l’estate) di quelle di Ravenna (al savio) e di quella del 14 luglio nel canaletto di Zadina di Cesenatico a causa di una carica battereologia intestinale superiore i limiti, nemmeno una parola. Fatti ininfluenti. Complimenti, con dei guardiani del mare così, gli operatori turistici, i cittadini, ed i nostri figli possono dormire ( e lo stanno facendo alla grande) sonni tranquilli.

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