
Se avessi scritto io l’articolo sopra postato l’avrei titolato: "I problemi sono l’anima del commercio” ma il titolista de Il Resto del ( nel) Carlino (Camino) ne ha preferito un’altro: “Prendono forma le nuove Porte vinciane”. In effetti le porte sono nuove perché in 6 anni sono state chiuse solo una volta, non si può certo dire quindi che si siano usurate. Nel sommario sotto al titolo troviamo poi un richiamo tragicomico di un passato recente, quando per chiudere le “Rotte Vinciane” l’inverno scorso ci si avvalse della stessa tecnologia con cui la NASA chiude i cancelli di Cape Canaveral: “In caso d’emergenza le nuove porte verranno chiuse con funi e trattori”. Mirabolante. Nell’articolo poi si aggiunge che sono stati sostituiti i pistoni dei bracci telescopici delle porte che lo scorso Natale, all’esordio dopo 6 anni, hanno retto solamente una nottata prima di rompersi e lasciare aperta una delle soglie non ottemperando così alla divisione esterna dei livelli dell’acqua del porto canale con quella interna del centro storico annullando così l’unica funzione per la quale furono pensate e realizzate dette porte. Dettagli. Quella natalizia poi non fu certo una mareggiata fuori dal comune ma bensì nella norma. Mi sono chiesto quindi quali garanzie abbia avuto l’amministrazione comunale passata nel contratto milionario con la CMC Ravenna, ditta che ha realizzato l’impianto di chiusura? Un anno, due tre…le parti meccaniche per 5, quelle idrauliche per 8, le turbine 10. Inoltre mi sono chiesto quando l’eventuale copertura della garanzia sul lavoro svolto fosse partita; dall’inaugurazione dell’impianto o da quando effettivamente si è riusciti a chiuderle quelle benedette porte, cioè dopo 6 anni? Perché gli amministratori comunali passati non hanno fatto il pelo ed il contropelo alla CMC di fronte ad un inefficienza tale? Perché dobbiamo ancora pagare noi cittadini la sostituzione di pistoni idraulici rotti dopo un utilizzo pressoché unico? Se un privato compra un auto nuova e le cerniere della portiera si rompono subito non è forse coperto da alcuni anni di garanzia? In fase contrattuale, in un lavoro da 10.000.000 di euro che tipo di garanzia e di quale durata godiamo noi cittadini nonché datori di lavoro della CMC in caso di rotture e mal funzionamento? Ribadisco non stiamo parlando di un paio di espadrillas da 10 euro che dopo pochi giorni è logico che si sfibrino ma bensì di un opera pubblica imponente del costo di 20 miliardi delle vecchie lire sulla schiena della collettività.

Singolare anche il fatto che in fase di progettazione sia stato trascurato il problema dell’inevitabile insabbiamento in un porto canale che ricordo a tutti è fluviale e che quindi da sempre è stato necessario regolarmente dragare. Accorgersi solo dopo l’inaugurazione dell’impianto che le porte non si sarebbero potute chiudere a comando per l’accumulo di sabbia sembra una barzelletta, ma non lo è. Fatto sta che oggi viene nuovamente messo mano al portafoglio pubblico per realizzare i disgregatori che impediranno l’accumulo di detriti a piedi delle porte il cui costo si aggira sui 998.000 euro; a quali vanno però anche aggiunti 200.000 euro per i nuovi pistoni. Incaricata del suddetto lavoro sempre la CMC Ravenna che in tutta questa situazione sembra sia l’unica ad aver avuto garanzie: quelle di nuovi lavori da realizzare!
Il nuovo assessore comunale ai lavori pubblici Antonio Tavani sul giornale conferma che alla fine di questi lavori: “ saremo in grado di aprire e chiudere le porte in appena 5 minuti” aggiungo io, obiettivo inimmaginabile dopo 7 anni d’attesa e 11.200.000 euro spesi, anzi credo sia oggettivamente un traguardo mirabolante. Mi chiedo a questo punto quale fossero state invece le aspettative delle amministrazioni precedenti e delle rispettive opposizioni oggi alla guida del comune? Se alla prima ed unica chiusura le porte si sono rotte…insomma se abbiamo pagato una porta da 10.000.000 di euro che non si chiude mi chiedo allora, volendo fare gli interessi dei cittadini, a quanto ammonterebbe il danno economico di tale inefficienza? Un privato, dopo aver speso quelle cifre avrebbe intentato una causa civile per chiedere i danni ed un ragionevole sconto sul prezzo pattuito inizialmente? Un privato avrebbe pagato la sostituzione dei pistoni rotti dopo averli usati una sola volta? Un privato si affiderebbe ancora alla stessa ditta dopo un’inefficienza milionaria degna di Striscia la Notizia? Il sindaco Buda farà a questo punto l’avvocato difensore delle risorse pubbliche spese malamente facendo il pelo ed il contropelo alla CMC di Ravenna cercando di ottenere almeno che i pistoni e la manodopera non vengano pagati?

Mi sa che se i pistoni si sono rotti a causa di depositi non previsti la CMC non sarà tenuta a pagare nulla .
RispondiEliminaPiuttosto chi sono i geniali ingegneri idraulici che non hanno previsto il fatto ?
Forse non hanno copiato bene il progetto di Da Vinci
La Nasa è andata sulla luna e noi non riusciamo a chiudere una porta ?
In ogni caso un privato dalla CMC dubito che riaffiderebbe il lavoro , errare è umano perseverare diabolico
Gigi