domenica 20 novembre 2011

“Il Mare il mio silenzio”



Al reato di diffamazione a mezzo stampa aggiungerei quello di diffusione di cazzate a mezzo stampa, quando di portata nucleare come quelle uscite sul giornale oggi. È uscita infatti un interessante intervista su Il Resto del (nel) Carlino (Camino) di Attilio Rinaldi, presidente del centro ricerche marine di Cesenatico nonché direttore, da poco in pensione, del battello oceanografico Dafne II. Da decenni effettua ricerche e rilascia interviste ogni qual volta il mare Adriatico mostri problemi, cioè almeno 3 volte l’anno, ma Rinaldi non è mai riuscito a pronunciare alcune delle parole generalmente in uso quando la colorazione del mare da azzurra assume tonalità “marroneggianti”. Super Attilio ha depennato ormai da sempre dal “suo mondo” parole impronunciabili come “sostanze inquinanti” o quella ancor più indicibile “inquinamento”. Ma sia ben chiaro per lui quello di studiare il mare è ed era solo un hobby, che nessuno pensi quindi che per ciò venisse pure pagato. Questo passatempo gli ha permesso però di conoscere a fondo il mare Adriatico e dopo anni di studi oggi può tranquillamente rivelare al mondo cosa abbia scoperto:“ Che è un mare umorale, ha dettarne le condizioni è il Po da cui arrivano le sostanze nutrienti e che regola le correnti. È il Po il motore di questo mare”. Ho le lacrime agli occhi dall’emozione dopo affermazioni così coraggiose ma soprattutto sprizzanti competenza che non lasciano dubbi sulla credibilità di quest’uomo di mmm…are. La definizione “Mare umorale” dopo anni in cui regolarmente il colore del mare assume tonalità che di azzurro non hanno più nulla e ciò per giorni anche durante l’estate nello stupore generale dei turisti, ha dell’incredibile; “sostanze nutrienti” poi è una vera e propria frode semantica degna di un politico di professione. Ecco invece come a mio modesto avviso avrebbe dovuto esprimersi un ricercatore marino responsabile ed indipendente (e quindi disoccupato) chiamando le cose con il suo nome: “Che è un mare la cui salute è continuamente minacciata soprattutto dalle acque del Po ma non solo, viste le condizioni degli altri, se pur più piccoli fiumi che sfociano in Adriatico ma i cui dati Arpa dimostrano la presenza massiccia di sostanze inquinanti.Sono quindi quelle acque inquinate il problema di questo mare, con il Po ovviamente in testa”. Ma la chicca delle chicche è senza dubbio l’aver negato come causa della mucillaggine quella da sostanze inquinanti e nutrienti come nitrati e fosforo contenuti nei detersivi e nei fertilizzanti agricoli che moltiplicarono le suddette alghe, e che consumarono ossigeno, provocando l’eutrofizzazione del mare che causò all’epoca una colossale moria dei pesci. Ma Rinaldi non è dello stesso parere e sul giornale fa una dichiarazione che lo eguaglia, a mio avviso, all’Oncologo Umberto Cancronesi quando in televisione , ospite di Fazio, dichiarò che dalle cappe degli inceneritori esce zero:

“ Il 1989 con le mucillaggini è stato il momento peggiore, ma abbiamo imparato molto”
Giornalista: E cioè?
“ Che non centra l’inquinamento ma una serie di eventi climatici e meteorologici”.Ma non finisce qui, alla domanda se il fenomeno possa ripetersi Rinaldi risponde:
“È ciclico però forse passeranno diversi anni, comunque non è legato da apporti dall’entroterra”



Per quanto riguarda la possibilità di restare senza pesce in Adriatico dopo che, aggiungo io, quest’anno è stato imposto ai pescatori un fermo pesca di durata doppia perché superate le quote pesca di 10 volte, il biologo marino afferma:
“ Una frase senza significato. Però è vero che non solo da noi ma in tutto il mondo la domanda di pesce è superiore all’offerta”.Direi che se analizziamo la frase, quello appena fatto è un ragionamento al quanto contraddittorio, ma sarebbe servito un giornalista coraggioso e l’introduzione del reato di diffusione a mezzo stampa di cazzate nucleari per impedirlo.

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